È in via di approvazione da parte del Parlamento europeo una Direttiva destinata a modificare radicalmente le modalità di fruizione dei servizi sanitari in Europa, nel momento in cui, in generale, i pazienti saranno liberi di scegliere la struttura e lo Stato in cui essere curati. Si propone, infatti di far chiarezza sui diritti dei pazienti per quanto riguarda l’accesso a cure dispensate dai diversi Stati. E non è cosa da poco, perchè si tratta da un lato di garantire cure transfrontaliere sicure e di qualità in tutto il territorio europeo, e dall’altro di sciogliere il “nodo” dei rimborsi da parte delle assicurazioni private e delle Aziende socio-sanitarie.
E’ una questione spinosa che ha spesso costituito un ostacolo alla mobilità dei pazienti, non essendoci la certezza dei rimborsi se non i presenza di accordi bilaterali, sorti in genere su iniziativa delle singole regioni. Nel futuro, invece, i pazienti potranno scegliere lo Stato, la città , l’ospedale dove curarsi e il Paese d’origine sarà tenuto a coprire i costi.
In virtù della mia esperienza di assessore regionale alla sanità e di coordinatore nazionale delle Regioni, tra una schiera di “pretendenti” sono stato nominato relatore di tale importante direttiva. Onore e onere che sto cercando da mesi di portare avanti al meglio nell’interesse dei pazienti e delle strutture sanitarie, con un occhio alle esigenze del nostro territorio. Ho infatti chiesto, in termini di osservazioni e proposte, il contributo del nostro mondo della sanità e dell’associazionismo, ho presentato emendamenti, smussato posizioni, ho anche presentato la direttiva alla Camera dei deputati e a metà febbraio ci sarà il voto in Commissione.
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