Essere presenti a Bruxelles con un’azione di lobby non di settore ma di sistema, e a casa nostra attenersi ai criteri imposti dalla nuova Pac, che apre interessanti prospettive nel momento in cui non premia più la produzione ma l’impresa che si ristruttura per adeguarsi ai mercati, che fa innovazione.
Secondo il parlamentare europeo Iles Braghetto è questa la strategia da mettere in atto per tutelare e rilanciare la nostra agricoltura, in un contesto determinato da direttive e opportunità di matrice europea. Lo ha sostenuto nell’incontro organizzato dall’UDC nei giorni scorsi a Modena con i vertici di Cia Copagri e Confagricoltura, in previsione delle prossima tornata elettorale. A fronte delle aspettative espresse dal mondo agricolo modenese, in crisi di competitività in settori chiave come la produzione del parmigiano reggiano, il comparto suinicolo e quello bieticolo, Braghetto è stato chiaro: quanto è successo con le quote latte, con la tabacchicoltura, con la direttiva nitrati, con l’OCM vino deve insegnarci.
“Quando abbiamo partecipato alla formazione delle regole o ci siamo presentati con una lobby importante abbiamo ottenuto il massimo che potevamo ottenere - ha detto - e questa, che nel passato era una eccezione, deve diventare normalità . E poi è importante che quanto viene deciso a Bruxelles e a Strasburgo sia recepito subito dall’Italia, perchè solo così si evitano le sanzioni e si colgono le opportunità . Per questo occorre una presenza seria e responsabile di parlamentari che lavorino costantemente anche nelle Commissioni per portare avanti, supportati da una lobby agricola nel suo complesso le istanze raccolte sul territorio”. Ed è quanto Braghetto ha dichiarato di aver fatto nel passato e di voler fare, se eletto, anche nel futuro.