
26 set, 2009
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C’è uno strano folletto che si muove nella politica italiana.Si chiama libertà di coscienza.
Per tenere insieme i due grandi partiti che avrebbero dovuto sorreggere l’architrave del bipolarismo,nuova frontiera della stabilità politica del nostro paese,si invoca la libertà di coscienza sui temi etici legati alla bioetica e alla biopolitica.Quelli per intenderci che per Benedetto XVI e per la dottrina sociale della Chiesa sono valori non negoziabili. Quelli che sono a fondamento dell’identità ideale e culturale della Costituente di Centro:il nuovo partito che è già nato dalle costole dell’UDC.
Fini la invoca per il Popolo della Libertà dove è sempre stata garantita;Franceschini la chiede per il Partito democratico ma la disciplinerà nel voto parlamentare (cioè la nega nei fatti costringendo cattolici come l’on.Dorina Bianchi a ritirarsi da relatore di minoranza nella inchiesta sulla applicazione della Ru486).
Ma,abbiamo ancora una coscienza? E una coscienza laica cioè capace di ascoltare la scienza?

18 set, 2009
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Si può e si deve restare a fianco della popolazione civile afgana che ha rischiato la vita per andare a votare nelle scorse settimane.Che aspira a vivere fuori dall’incubo di una guerra permanente.Che non merita uno dei regimi più oppressivi e contrari all’idea stessa di civiltà e di promozione umana di uomini e donne.Che non desidera che la loro terra sia luogo in cui si addestrano i terroristi.
Il tentativo di aiutare una fragilissima democrazia si scontra con la terribile azione di radicalismi religiosi islamici e di interessi economici legati alla droga.
Però il miglior modo per onorare i soldati italiani caduti è affrontare con la necessaria chiarezza e un sano realismo ‘come restare’ a Kabul.L’impegno delle armi non è sufficente.Bisogna conquistare i cuori della gente grazie a progetti sociali capaci di ridare una speranza e una possibilità di futuro.
Qui l’Italia,la sua storia,la sua tradizione,il suo impegno può risultare determinante anche nel modificare l’atteggiamento degli Stati Uniti d’America e degli altri paesi NATO.Già la nostra presenza si è caratterizzata per l’aiuto dato alla popolazione locale e per la realizzazione di opere di pubblica utilità.Occorrono magggiori contributi per la cooperazione.

9 set, 2009
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Mi è stato chiesto,e ben volentieri ho acettato,di presiedere una associazione senza sopo di lucro che si occupa di formazione,in particolare di figure professionali dedicate al benessere e al decoro della persona:estetiste,acconciatori,operatori socio-sanitari,ecc. Perchè questo impegno con l’Agenzia Formazione Lavoro di Padova?Perchè oggi laformazione è sempre più obiettivo strategico e prioritario.
La crisi economica e la recessione internazionale possono essere una straordinaria opportunità di innovazione e sperimentazione.Perchè l’accesso al lavoro e il suo mantenimento per tutti è possibile con soluzioni nuove,non transitorie.Puntando sullo sviluppo delle competenze e sulla formazione delle persone e non su tutele di tipo assistenziale (sussidi ed ammortizzatori sociali ).
Preparare i lavoratori di oggi ai mercati del lavoro di domani: è questa la sfida.Sfida ben raccolta dal Libro Bianco del Ministro del Lavoro Sacconi che propone di garantire:
-il diritto ad ambienti di lavoro sicuri;
-il diritto ad un compenso equo per garantire una vita libera e dignitosa;
-il diritto all’incremento delle conoscenze e delle competenze lungo tutto l’arco della vita.
Tornare dunque ad investire sui giovani,sul capitale umano progettando percorsi educativi di qualità accessibili a tutti e in sintonia con le esigenze del sistema produttivo. Il vero scopo però deve essere la formazione della persona nella sua integralità!

5 set, 2009
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Che cosa colpisce nella vicenda Boffo-Feltri?Che alla verità dei fatti si preferisce una comoda interpretazione per sostenere una tesi pregiudiziale ed ideologica oppure una disinformazione che si esprime in calunnia;e che,sempre per sostenere questa tesi,al rispetto della persona si persegue una brutale e cinica volontà di linciaggio.
Salvo poi rimandare tutto a trame che si annidano nel Vaticano tra i suoi inesistenti servizi segreti.
L’esercizio irresponsabile della libertà diventa una maledizione per ogni comunità civile,scriveva l’Avvenire di oggi.Siamo attenti a questo ammonimento.

3 set, 2009
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Si riparla della RU486, la pillola abortiva.In Italia diventa possibile l’aborto chimico.Questo giustamente preoccupa ,fa discutere.Ma,oltre ad accapigliarsi sulle forme per ottenere l’aborto,abbiamo discusso e fatto abbastanza per evitarlo?
Quanta stampa si impegna a spiegare la realtà dell”arresto della vita di un bambino non ancora nato,cui spesso (almeno dalla7°-8° settimana) già batte il cuore?E quante risorse sono state spese per valorizzare,aiutandole,realtà come i Centri di Aiuto alla Vita? O ,se non piace come essi operano e si organizzano per crearne altre con modalità diverse? E la funzione dei consultori famigliari,quante attenzioni ha attirato?
Perchè questo?
La nostra è una società che fugge,in cui chi ha un problema deve schivarlo,nasconderlo,scappar via ma non essere aiutato a vincerlo.L’impegno più difficile è educare a non fuggire,a chiamare le cose con il loro nome e far vedere come sia più bello affermare la vita cioè usare la ragione,dare i giusti nomi alle cose.Perchè la realtà,anche se negata da noi,mostra sempre il suo duro volto.
La realtà è che le donne che abortiscono volontariamente hanno forti disagi psicologici,maggiori di chi perde il figlio non volontariamente e di chi fa nascere un figlio “non programmato” invece di abortirlo.
Il dibattito sull’aborto,chimico o chirurgico che sia,ci porta in realtà a scoprire una nuova responsabilità:quella della verità e di un nuovo diritto alla maternità.