Si può e si deve restare a fianco della popolazione civile afgana che ha rischiato la vita per andare a votare nelle scorse settimane.Che aspira a vivere fuori dall’incubo di una guerra permanente.Che non merita uno dei regimi più oppressivi e contrari all’idea stessa di civiltà e di promozione umana di uomini e donne.Che non desidera che la loro terra sia luogo in cui si addestrano i terroristi.
Il tentativo di aiutare una fragilissima democrazia si scontra con la terribile azione di radicalismi religiosi islamici e di interessi economici legati alla droga.
Però il miglior modo per onorare i soldati italiani caduti è affrontare con la necessaria chiarezza e un sano realismo ‘come restare’ a Kabul.L’impegno delle armi non è sufficente.Bisogna conquistare i cuori della gente grazie a progetti sociali capaci di ridare una speranza e una possibilità di futuro.
Qui l’Italia,la sua storia,la sua tradizione,il suo impegno può risultare determinante anche nel modificare l’atteggiamento degli Stati Uniti d’America e degli altri paesi NATO.Già la nostra presenza si è caratterizzata per l’aiuto dato alla popolazione locale e per la realizzazione di opere di pubblica utilità.Occorrono magggiori contributi per la cooperazione.