Riconosciuta ormai come una delle voci più autorevoli del Novecento Alda Merini,dissacrante e trasgressiva,era una donna buona, un’anima candida. Con la tragica parentesi del manicomio,in cui fu internata nel 1965 per uscirne definitivamente solo nel 1972 con alterni ricoveri e dimissioni.
Definita poetessa d’amore e di Dio così scrive:
“Credo che il cristianesimo e la poesia siano stati creati per la gioia dell’universo e non per le mie personali esperienze.Chissà se l’uomo disperato ha voglia di risorgere o di addormentarsi pietosamente in Dio.Io credo,io che sono volgarmente detta ‘donna d’amore’ ,di aver conosciuto ,in amore,molti rovesci di fortuna,ma non voglio arrivare a Dio per queste strade:voglio prima ritrovare la gioia che ho perso per poterlo lodare all’infinito”.
E ancora rivolta a Maria “…non venne fecondata da alcuno eppure generò come il poeta,cui basta uno sguardo per riavere la sostanza del mondo…”