
21 mag, 2009
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Essere presenti a Bruxelles con un’azione di lobby non di settore ma di sistema, e a casa nostra attenersi ai criteri imposti dalla nuova Pac, che apre interessanti prospettive nel momento in cui non premia più la produzione ma l’impresa che si ristruttura per adeguarsi ai mercati, che fa innovazione.
Secondo il parlamentare europeo Iles Braghetto è questa la strategia da mettere in atto per tutelare e rilanciare la nostra agricoltura, in un contesto determinato da direttive e opportunità di matrice europea. Lo ha sostenuto nell’incontro organizzato dall’UDC nei giorni scorsi a Modena con i vertici di Cia Copagri e Confagricoltura, in previsione delle prossima tornata elettorale. A fronte delle aspettative espresse dal mondo agricolo modenese, in crisi di competitività in settori chiave come la produzione del parmigiano reggiano, il comparto suinicolo e quello bieticolo, Braghetto è stato chiaro: quanto è successo con le quote latte, con la tabacchicoltura, con la direttiva nitrati, con l’OCM vino deve insegnarci.
“Quando abbiamo partecipato alla formazione delle regole o ci siamo presentati con una lobby importante abbiamo ottenuto il massimo che potevamo ottenere - ha detto - e questa, che nel passato era una eccezione, deve diventare normalità . E poi è importante che quanto viene deciso a Bruxelles e a Strasburgo sia recepito subito dall’Italia, perchè solo così si evitano le sanzioni e si colgono le opportunità . Per questo occorre una presenza seria e responsabile di parlamentari che lavorino costantemente anche nelle Commissioni per portare avanti, supportati da una lobby agricola nel suo complesso le istanze raccolte sul territorio”. Ed è quanto Braghetto ha dichiarato di aver fatto nel passato e di voler fare, se eletto, anche nel futuro.

20 mag, 2009
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Ho firmato questa petizione al ministro Sacconi promossa, tra gli altri, dalle ACLI:
DIGNITÀ E AUTONOMIA
Chiediamo di innalzare la soglia di tutti i trattamenti pensionistici a un livello minimo “decente”: nessuna pensione più al di sotto della no tax area (oggi pari a 7.500 per i percettori di reddito, vale a dire 650 euro al mese); diminuire in modo consistente la pressione fiscale sul cumulo dei redditi della coppia; valorizzare i periodi di maternità e le interruzioni lavorative per compiti di cura familiare nel computo del periodo pensionistico.
CITTADINANZA ATTIVA
Occorre progettare un piano nazionale di “formazione intergenerazionale”, utilizzando sapere e competenze dei lavoratori senior con percorsi di accompagnamento, inserimento lavorativo e formazione rivolti a chi si affaccia nel mondo del lavoro; offrire agli anziani condizioni agevolate nella fruizione di servizi culturali, trasporti, musei, spazi di socializzazione, spettacoli, eccetera; lanciare un piano nazionale di informatizzazione.
PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO SENIOR
Chiediamo al Governo un deciso rilancio del volontariato nel nostro Paese, quindi di: rivedere la normativa nazionale (Legge 266 sul volontariato); defiscalizzare i contributi versati al non profit da parte di privati e imprese; sensibilizzare e promuovere l’azione volontaria nella terza età su tutti i principali mass media.
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13 mag, 2009
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Ho aderito con convinzione al seguente appello:
Non accenna ad arrestarsi il fenomeno della violenza esercitata dagli uomini sulle donne, anche nei paesi più evoluti dell’Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’omicidio e dello stupro, alle percosse, alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile. Una ricerca del Consiglio d’Europa afferma che l’aggressività maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne fra i 16 e i 44 anni in tutto il mondo, e tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche.
Un altro segnale inquietante è il diffondersi di culture e comportamenti ispirati da fondamentalismi di varia natura - religiosa, etnica e politica - che si accompagnano sistematicamente a una visione autoritaria e maschilista del ruolo della donna.
Al tempo stesso però sta nascendo in alcuni settori della società una cultura che rifiuta la prevaricazione maschile e che sollecita una nuova capacità di riflettere e comprendere le ragioni profonde e le dinamiche della sessualità maschile e la natura delle relazioni con le donne e con gli altri uomini.
Noi pensiamo che sia giunto il momento di una chiara e pubblica assunzione di responsabilità da parte dei maschi, che siano necessari un salto di qualità , una presa di coscienza collettiva, e quindi una forte iniziativa maschile contro la violenza, che possa assumere valore simbolico rilevante.
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