
26 ago, 2009
64 views
Si conosce solo ciò che si ama.Per questo la conoscenza è un Avvenimento.E il Meetingi,il vivere il Meeting è esso stesso un Avvenimento che fa conoscere, cioè gustare ciò che di bello,di vero e di buono è nella vita.
Per questo vado a Rimini dal 1979,almeno per un giorno.Così anche quest’anno.
I politici dovrebbero imparare che ‘la prima politica è vivere’ :cambierebbe di molto responsabilità e capacità di giudizio.

11 ago, 2009
81 views
E’ indubbio che l’interesse che suscita l’esperienza di Luigi Sturzo è legato alla profonda unità che esiste in lui tra la dimensione religiosa, la dimensione politica e la dimensione scientifica (in particolare quella sociologica). Ripercorrere la vicenda sturziana oggi porta ad accettare la sfida che la politica e la scienza possano essere giudicate dalla dimensione religiosa (o del senso religioso) che è presente in ognuno di noi. Don Sturzo ci obbietta che non si dà buona politica se non in un fondamento antropologico. Meglio, senza un punto di vista antropologico (chi è l’uomo?), la politica è destinata alla irrilevanza o alla negatività.
Il contributo originale che può dare un politico cattolico o un cattolico che fa politica è l’intuizione sull’uomo, l’immagine dell’umano che porta con sé; anima e corpo, spirito e materia, naturale e soprannaturale per usare le parole di Don Sturzo. Solo una antropologia sociale rende morale l’agire politico.
Di questa antropologia sociale, richiamata da Don Sturzo, ci soffermiamo su tre aspetti: la famiglia, la politica e la fede religiosa.
- La forma famigliare è il gruppo sociale per eccellenza, il centro attorno cui si sviluppa la società tutta intera. La famiglia formata da un uomo ed una donna e dai figli (e i nonni) perché così corrisponde alle esigenze razionali dell’essere umano. E nulla può predominare su di essa, neanche il potere politico: “La coscienza famigliare resta sempre al fondo di ogni processo, come uno degli elementi fondamentali e costanti della vita umana e come reale tendenza purificatrice e spirituale”. Una giusta concezione del matrimonio e della famiglia caratterizza la società occidentale e vi si riflette l’identità europea.
- La forma della politica che ha la sua ragione essenziale nel mantenere l’ordine nel gruppo sociale e nel difenderlo dalle insidie esterne. L’autorità esercitata dalla politica è espressione di un potere non imposto, ma delegato dalle persone stesse con scelta razionale. La politica non deve pretendere di dettare l’ordine sociale, ma esclusivamente di preservarlo: la dignità e i diritti umani sono valori che precedono qualsiasi giurisdizione statale. La sua funzione non deve essere etica, ma di cooperazione: “Non è lo Stato che crea ex nihilo un ordine poiché la politica non può creare l’etica; ma è lo Stato che riconosce un ordine etico-sociale che gli uomini elaborano ed esprimono perché soggetti razionali. Lo Stato nel riconoscerlo vi coopera, lo assoda con leggi opportune, lo difende con il potere e difende così l’intera società, contro i violatori dell’ordine all’interno e all’esterno”:
- La forma religiosa appartiene come sentimento profondo alla coscienza personale in ogni società e nasce dalla consapevolezza dell’uomo di essere limitato ed insufficiente a spiegare la realtà della sua esistenza. Immagina Don Sturzo una società religiosamente qualificata in cui la religione svolge un ruolo di soggetto pubblico separato e distinto dall’istituzione statuale. E’ stato antesignano di una sorta di “nuova laicità” di cui tanto si parla oggi.
Quale insegnamento per i giovani chiamati alla politica? Essenzialmente due:
- la politica, è vero, non dà senso alle cose, non procura essa la felicità, ma può contribuire ad approfondirne il significato ed a tutelarne il valore;
- la politica se non sta in relazione con la vita vuol dire che non è capace di stare in ascolto dei bisogni veri delle persone e non sta impegnando per il bene comune.
Quindi la politica diventa inutile o, peggio, dannosa per la umana convivenza.

5 ago, 2009
61 views
Il grande genetista J.Léjeune diede alla pillola che uccide la definizione di “pesticida umano”.
Diciamo no perchè:
1)Questa pastiglia sopprime la vita di un essere umano prima della nascita.
2)L’introduzione della RU486 rappresenta un allargamento della piattaforma abortiva,aumenta ‘l’offerta’ di opportunità al mercato della ‘domanda’di aborto.
3)Per le molte bugie che si raccontano sulla pillola dolce.
In realtà la RU486 rende le donne vittime:
Vittime perchè lasciate sole nell’affrontare il dramma di un’interruzione di gravidanza di cui diventano le esecutrici materiali;
Vittime perchè questa pillola ha ucciso decine di volte senza che alcuno faccia chiarezza su quelle morti;
Vittime perchè convinte che esista un modo innocuo di liberarsi di quella ‘patologia’ come oggi viene considerata una gravidanza.
Il realtà la pillola dolce non risolve il problema in un attimo ma sono quattro pillole -tre che uccidono il feto e,dopo giorni,la quarta pillola che dovrebbe portare all’espulsione del feto e che causa le contrazioni dell’utero- che avviano un travaglio abortivo:qui la donna sente dolori alla pancia,ha emorragie,anche di forte intensità.Una vita si spegne dentro di Lei nello spazio di tre giorni.Ed è uno spazio drammaticamente ampio (Luciano Bovicelli,ginecologo e ordinario di Clinica ginecologica ed ostetrica all’Università degli studi di Bologna).
Mille incoerenze etiche non distruggono nè il benessere nè la libertà di un popolo:un attacco violento contro la sacralità della vita è un evento che devasta la nostra vita sociale (Luigi Negri,Vescovo di San Marino-Montefeltro).

3 ago, 2009
57 views
Ogni elezione soprattutto se di carattere politico,e la tornata europea tale è, testimonia una opinione e un sentire del popolo, manda segnali di avvertimento di cui è doveroso prendere nota.
Nell’analisi del voto alle europee gli elementi da segnalare sono: il forte astensionismo che in una democrazia matura è sempre un dato negativo; uno scossone al bipartitismo con una pluralità di presenze politiche; l’inarrestabile avanzata della Lega segno di una crescita non effimera; la sconfitta del PD un contenitore da ripensare in termini complessivi non solo di leaderschip e di strutture; la vittoria dell’Italia dei valori, grande catalizzatore di malcontento; l’obiettivo mancato delle sinistre divise come sempre; un calo del PDL rispetto alle aspettative che richiede un ripensamento sugli equilibri, di cultura e di governo, del suo posizionamento politico.
In questo contesto l’UDC rafforza la sua tenuta: esce incoraggiata da questo appuntamento, conferma la bontà della sua scelta, fidelizza il proprio elettorato, ben distributo a livello territoriale,e con un profilo di elettore in cerca di nuova rappresentanza e di qualità nella proposta politica.
Il punto per tutti rimane l’esigenza della riscoperta della politica come servizio al bene comune, come dimensione ideale, come passione personale.
E’ questa una responsabilità che chiama in causa tutti ed ognuno di noi.
On. Iles Braghetto

18 lug, 2009
163 views
Oggi ricorre il quinto anniversario della scomparsa di Bino Rebellato (Cittadella,1914-2004).Intelletuale dai mille interessi fu tra gli anni cinquanta e i primi anni settanta un attento editore-pubblicò Palazzeschi,Buzzati,Lalla Romano,e le opere prime di Sgorlon e Piero Chiara;fondò premi letterari,cenacoli,curò mostre e convegni.Ma soprattutto scrisse versi in lingua e in dialetto sullo sfondo di un Veneto in rapido quanto violento trapasso di civiltà.Ricorda in particolare la semplicità di quel mondo contadino povero e mite cantato anche da Pasolini e Davide Maria Turoldo.Sarà mai ricordato come si deve? Ai Padani di casa nostra suggerisco ,invece di rincorrere il mito del Dio Pò,ricordare questo grande cantore della cultura veneta.
“Parole umane vere
potrebbero dare ordini,alle cose,
chiedere ai deserti
acqua,grano,fiori;
muovere i paesi,alla grande Amicizia”.
Possiamo rivedere le sue opere nelle librerie?

18 lug, 2009
71 views
Al Sindaco di Padova Flavio Zanonato
Palazzo Moroni
Caro Flavio, l’elezione al Parlamento Europeo di un Presidente Polacco Jerzej Buzek, che è stato un importante protagonista del movimento di Solidarn?sc, nonché primo ministro della Polonia e in tale veste ha gestito i negoziati per l’adesione del suo Paese all’Unione Europea, rappresenta un passo significativo per sanare le fratture che le ideologie del 900 avevano determinato tra l’Europa dell’Est e l’Europa dell’Ovest. E, secondo il pensiero di Giovanni Paolo II, far respirare l’Europa a due polmoni: l’oriente e l’occidente.
Quale migliore occasione, signor Sindaco, per rilanciare oggi la proposta, peraltro già avanzata tempo fa, di un gemellaggio con la città di Zamo?? chiamata la Padova polacca.
Fondata da Jan Zamoyski, studente del Bò ed eletto Rettore dell’Università dei giuristi il 4 agosto 1563, aveva come modello Padova, di cui sono testimonianza i numerosi portici dominanti nella Piazza Grande e il sistema delle fortificazioni.
L’ambizione di Zamoyski, che si rivolse all’architetto padovano Bernardo Morando e si avvalse di muratori italiani, era di creare una “città ideale” mito a cui aspiravano gli uomini del Rinascimento Europeo.
Continua a leggere »

16 lug, 2009
44 views
Il governo italiano si farà promotore di una risoluzione dell’Onu “che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico e affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire,favorendo politiche che aiutini a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto”.Questa la mozione Buttiglione approvata ieri dalla Camera dei Deputati.
- Una battaglia laica contro l’aborto unendo le forze,non sulla divergenza di principio che resta nè contro le leggi esistenti.
- La richiesta al governo di un piano nazionale per la vita.C’é? Chi se ne occupa? Come?
- Aiutiamo le famiglie italiane con politiche concrete come gli assegni famigliari.
- Avviare una iniziativa diplomatica per creare il consenso attorno all’idea che nessubn Stato può obbligare le donne ad abortire,ad esempio le figlie femmine nell’ambito di una pianificazione famigliare con il bollino umanitario dell’Onu.
- Impegnarsi a presentare analoghr mozioni al Parlamento Europeo e al Consiglio d’Europa.
Diciamo insieme:l’aborto costretto, l’aborto selettivo è una cosa inacettabile. In questo, dal Parlamento Italiano finalmente una parola chiara.

25 giu, 2009
108 views
Caro Flavio, ti esprimo sinceramente le mie congratulazioni per il bel risultato raggiunto. Merito di un encomiabile lavoro fatto di concretezza e di verità. E di un amore per la città di Padova che pochi conservano. E anche di uno spirito di libertà che ti ha portato a nulla concedere alla propaganda e al populismo imperante. Buon lavoro.
Iles Braghetto

24 giu, 2009
188 views
Caro Marco, volevo esprimerti la mia solidarietà per il risultato che non ti ha purtroppo premiato. Sei stato capace,in pochissimo tempo, di dare slancio e anima al Centro Destra.
Hai saputo renderlo competitivo quando nessuno ci avrebbe scommesso. Spiace che l’obiettivo non sia stato raggiunto all’ultima tappa. Nel futuro sentiremo ancora parlare di Te.
Cordialmente, Iles Braghetto
Bruxelles, 23 Giugno 2009

19 giu, 2009
82 views
Articolo inviato al Gazzettino di Padova il 18 Giugno 2009
C’è un’emergenza educativa nel nostro Paese che interpella la responsabilità di famiglie, scuole, esperienze associative. Ma anche la politica non puo’ sottrarsi da tali responsabilità.Come? Valorizzando nell’azione politica amministrativa tutte le risorse sociali e culturali presenti nella città. Aprendo spazi di solidarietà. Sostenendo luoghi di vera formazione.Incentivando le forme di sussidiarietà locale.
L’UDC sceglie Marco Marin perchè interpreta una domanda di cambiamento, di attesa sociale, di rilancio ideale. Per una qualità di vita che si fondi su di un tessuto di relazioni significative che costituiscono il vantaggio competititvo della città. E perchè riscopre una stessa sintonia nella comune esperienza del Cattolicesimo sociale e liberale padovano che si articola in svariate esperienze ed in un pluralismo di forme che arricchisce il tessuto sociale di Padova.
Continua a leggere »