
9 set, 2009
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Mi è stato chiesto,e ben volentieri ho acettato,di presiedere una associazione senza sopo di lucro che si occupa di formazione,in particolare di figure professionali dedicate al benessere e al decoro della persona:estetiste,acconciatori,operatori socio-sanitari,ecc. Perchè questo impegno con l’Agenzia Formazione Lavoro di Padova?Perchè oggi laformazione è sempre più obiettivo strategico e prioritario.
La crisi economica e la recessione internazionale possono essere una straordinaria opportunità di innovazione e sperimentazione.Perchè l’accesso al lavoro e il suo mantenimento per tutti è possibile con soluzioni nuove,non transitorie.Puntando sullo sviluppo delle competenze e sulla formazione delle persone e non su tutele di tipo assistenziale (sussidi ed ammortizzatori sociali ).
Preparare i lavoratori di oggi ai mercati del lavoro di domani: è questa la sfida.Sfida ben raccolta dal Libro Bianco del Ministro del Lavoro Sacconi che propone di garantire:
-il diritto ad ambienti di lavoro sicuri;
-il diritto ad un compenso equo per garantire una vita libera e dignitosa;
-il diritto all’incremento delle conoscenze e delle competenze lungo tutto l’arco della vita.
Tornare dunque ad investire sui giovani,sul capitale umano progettando percorsi educativi di qualità accessibili a tutti e in sintonia con le esigenze del sistema produttivo. Il vero scopo però deve essere la formazione della persona nella sua integralità!

5 set, 2009
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Che cosa colpisce nella vicenda Boffo-Feltri?Che alla verità dei fatti si preferisce una comoda interpretazione per sostenere una tesi pregiudiziale ed ideologica oppure una disinformazione che si esprime in calunnia;e che,sempre per sostenere questa tesi,al rispetto della persona si persegue una brutale e cinica volontà di linciaggio.
Salvo poi rimandare tutto a trame che si annidano nel Vaticano tra i suoi inesistenti servizi segreti.
L’esercizio irresponsabile della libertà diventa una maledizione per ogni comunità civile,scriveva l’Avvenire di oggi.Siamo attenti a questo ammonimento.

3 set, 2009
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Si riparla della RU486, la pillola abortiva.In Italia diventa possibile l’aborto chimico.Questo giustamente preoccupa ,fa discutere.Ma,oltre ad accapigliarsi sulle forme per ottenere l’aborto,abbiamo discusso e fatto abbastanza per evitarlo?
Quanta stampa si impegna a spiegare la realtà dell”arresto della vita di un bambino non ancora nato,cui spesso (almeno dalla7°-8° settimana) già batte il cuore?E quante risorse sono state spese per valorizzare,aiutandole,realtà come i Centri di Aiuto alla Vita? O ,se non piace come essi operano e si organizzano per crearne altre con modalità diverse? E la funzione dei consultori famigliari,quante attenzioni ha attirato?
Perchè questo?
La nostra è una società che fugge,in cui chi ha un problema deve schivarlo,nasconderlo,scappar via ma non essere aiutato a vincerlo.L’impegno più difficile è educare a non fuggire,a chiamare le cose con il loro nome e far vedere come sia più bello affermare la vita cioè usare la ragione,dare i giusti nomi alle cose.Perchè la realtà,anche se negata da noi,mostra sempre il suo duro volto.
La realtà è che le donne che abortiscono volontariamente hanno forti disagi psicologici,maggiori di chi perde il figlio non volontariamente e di chi fa nascere un figlio “non programmato” invece di abortirlo.
Il dibattito sull’aborto,chimico o chirurgico che sia,ci porta in realtà a scoprire una nuova responsabilità:quella della verità e di un nuovo diritto alla maternità.

31 ago, 2009
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Il Meeting di Rimini non si può descrivere nè raccontare ma solo vivere,farne esperienza se si vuole coglierne l’aspetto originale e creativo che esso genera nelle persone. Ma riferire ciò che ha detto Toni Blair è come raccontare un avvenimento:
a)per avere una visione di statista bisogna prendere sul serio il proprio desiderio di felicità.E la fede,la fede cattolica è la prima alleata nella lotta della ragione per difendere la vita degli uomini e costruire un mondo più giusto per tutti.
b)la più grande riforma sociale è quella che mette al centro la persona e non lo Stato,quella che coniuga in maniera equilibrata l’intervento statale e la valorizzazione delle grandi risorse provenienti dalla società civile.
Al centro dunque ci sono io,ci sei tu;il cambiamento,quel fortissimo desiderio di novità deve partire dal basso;i cittadini devono essere protagonisti ai danni dello strapotere statale.E in questo processo si inseriscono le famiglie,la comunità,il volontariato nel solco della sussidiarietà.
Ciò è possibile rifiutando l’ideologia e riscoprendo la fede come “salvezza per la condizione umana,come scopo nella vita,come mistero che esprime tutti i limiti della ragione.Fede e ragione sono alleate,non in opposizione”.

26 ago, 2009
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Si conosce solo ciò che si ama.Per questo la conoscenza è un Avvenimento.E il Meetingi,il vivere il Meeting è esso stesso un Avvenimento che fa conoscere, cioè gustare ciò che di bello,di vero e di buono è nella vita.
Per questo vado a Rimini dal 1979,almeno per un giorno.Così anche quest’anno.
I politici dovrebbero imparare che ‘la prima politica è vivere’ :cambierebbe di molto responsabilità e capacità di giudizio.

11 ago, 2009
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E’ indubbio che l’interesse che suscita l’esperienza di Luigi Sturzo è legato alla profonda unità che esiste in lui tra la dimensione religiosa, la dimensione politica e la dimensione scientifica (in particolare quella sociologica). Ripercorrere la vicenda sturziana oggi porta ad accettare la sfida che la politica e la scienza possano essere giudicate dalla dimensione religiosa (o del senso religioso) che è presente in ognuno di noi. Don Sturzo ci obbietta che non si dà buona politica se non in un fondamento antropologico. Meglio, senza un punto di vista antropologico (chi è l’uomo?), la politica è destinata alla irrilevanza o alla negatività.
Il contributo originale che può dare un politico cattolico o un cattolico che fa politica è l’intuizione sull’uomo, l’immagine dell’umano che porta con sé; anima e corpo, spirito e materia, naturale e soprannaturale per usare le parole di Don Sturzo. Solo una antropologia sociale rende morale l’agire politico.
Di questa antropologia sociale, richiamata da Don Sturzo, ci soffermiamo su tre aspetti: la famiglia, la politica e la fede religiosa.
- La forma famigliare è il gruppo sociale per eccellenza, il centro attorno cui si sviluppa la società tutta intera. La famiglia formata da un uomo ed una donna e dai figli (e i nonni) perché così corrisponde alle esigenze razionali dell’essere umano. E nulla può predominare su di essa, neanche il potere politico: “La coscienza famigliare resta sempre al fondo di ogni processo, come uno degli elementi fondamentali e costanti della vita umana e come reale tendenza purificatrice e spirituale”. Una giusta concezione del matrimonio e della famiglia caratterizza la società occidentale e vi si riflette l’identità europea.
- La forma della politica che ha la sua ragione essenziale nel mantenere l’ordine nel gruppo sociale e nel difenderlo dalle insidie esterne. L’autorità esercitata dalla politica è espressione di un potere non imposto, ma delegato dalle persone stesse con scelta razionale. La politica non deve pretendere di dettare l’ordine sociale, ma esclusivamente di preservarlo: la dignità e i diritti umani sono valori che precedono qualsiasi giurisdizione statale. La sua funzione non deve essere etica, ma di cooperazione: “Non è lo Stato che crea ex nihilo un ordine poiché la politica non può creare l’etica; ma è lo Stato che riconosce un ordine etico-sociale che gli uomini elaborano ed esprimono perché soggetti razionali. Lo Stato nel riconoscerlo vi coopera, lo assoda con leggi opportune, lo difende con il potere e difende così l’intera società, contro i violatori dell’ordine all’interno e all’esterno”:
- La forma religiosa appartiene come sentimento profondo alla coscienza personale in ogni società e nasce dalla consapevolezza dell’uomo di essere limitato ed insufficiente a spiegare la realtà della sua esistenza. Immagina Don Sturzo una società religiosamente qualificata in cui la religione svolge un ruolo di soggetto pubblico separato e distinto dall’istituzione statuale. E’ stato antesignano di una sorta di “nuova laicità” di cui tanto si parla oggi.
Quale insegnamento per i giovani chiamati alla politica? Essenzialmente due:
- la politica, è vero, non dà senso alle cose, non procura essa la felicità, ma può contribuire ad approfondirne il significato ed a tutelarne il valore;
- la politica se non sta in relazione con la vita vuol dire che non è capace di stare in ascolto dei bisogni veri delle persone e non sta impegnando per il bene comune.
Quindi la politica diventa inutile o, peggio, dannosa per la umana convivenza.

8 ago, 2009
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Il pericolo maggiore che possa temere l’umanità non è una catastrofe che venga dal di fuori,non è nè la fame nè la peste,è invece quella malattia spirituale,la più terribile perchè il più direttamente umano dei flagelli che è la perdita del gusto di vivere.Teilhard de Chardin

5 ago, 2009
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Il grande genetista J.Léjeune diede alla pillola che uccide la definizione di “pesticida umano”.
Diciamo no perchè:
1)Questa pastiglia sopprime la vita di un essere umano prima della nascita.
2)L’introduzione della RU486 rappresenta un allargamento della piattaforma abortiva,aumenta ‘l’offerta’ di opportunità al mercato della ‘domanda’di aborto.
3)Per le molte bugie che si raccontano sulla pillola dolce.
In realtà la RU486 rende le donne vittime:
Vittime perchè lasciate sole nell’affrontare il dramma di un’interruzione di gravidanza di cui diventano le esecutrici materiali;
Vittime perchè questa pillola ha ucciso decine di volte senza che alcuno faccia chiarezza su quelle morti;
Vittime perchè convinte che esista un modo innocuo di liberarsi di quella ‘patologia’ come oggi viene considerata una gravidanza.
Il realtà la pillola dolce non risolve il problema in un attimo ma sono quattro pillole -tre che uccidono il feto e,dopo giorni,la quarta pillola che dovrebbe portare all’espulsione del feto e che causa le contrazioni dell’utero- che avviano un travaglio abortivo:qui la donna sente dolori alla pancia,ha emorragie,anche di forte intensità.Una vita si spegne dentro di Lei nello spazio di tre giorni.Ed è uno spazio drammaticamente ampio (Luciano Bovicelli,ginecologo e ordinario di Clinica ginecologica ed ostetrica all’Università degli studi di Bologna).
Mille incoerenze etiche non distruggono nè il benessere nè la libertà di un popolo:un attacco violento contro la sacralità della vita è un evento che devasta la nostra vita sociale (Luigi Negri,Vescovo di San Marino-Montefeltro).

3 ago, 2009
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Ogni elezione soprattutto se di carattere politico,e la tornata europea tale è, testimonia una opinione e un sentire del popolo, manda segnali di avvertimento di cui è doveroso prendere nota.
Nell’analisi del voto alle europee gli elementi da segnalare sono: il forte astensionismo che in una democrazia matura è sempre un dato negativo; uno scossone al bipartitismo con una pluralità di presenze politiche; l’inarrestabile avanzata della Lega segno di una crescita non effimera; la sconfitta del PD un contenitore da ripensare in termini complessivi non solo di leaderschip e di strutture; la vittoria dell’Italia dei valori, grande catalizzatore di malcontento; l’obiettivo mancato delle sinistre divise come sempre; un calo del PDL rispetto alle aspettative che richiede un ripensamento sugli equilibri, di cultura e di governo, del suo posizionamento politico.
In questo contesto l’UDC rafforza la sua tenuta: esce incoraggiata da questo appuntamento, conferma la bontà della sua scelta, fidelizza il proprio elettorato, ben distributo a livello territoriale,e con un profilo di elettore in cerca di nuova rappresentanza e di qualità nella proposta politica.
Il punto per tutti rimane l’esigenza della riscoperta della politica come servizio al bene comune, come dimensione ideale, come passione personale.
E’ questa una responsabilità che chiama in causa tutti ed ognuno di noi.
On. Iles Braghetto

18 lug, 2009
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Oggi ricorre il quinto anniversario della scomparsa di Bino Rebellato (Cittadella,1914-2004).Intelletuale dai mille interessi fu tra gli anni cinquanta e i primi anni settanta un attento editore-pubblicò Palazzeschi,Buzzati,Lalla Romano,e le opere prime di Sgorlon e Piero Chiara;fondò premi letterari,cenacoli,curò mostre e convegni.Ma soprattutto scrisse versi in lingua e in dialetto sullo sfondo di un Veneto in rapido quanto violento trapasso di civiltà.Ricorda in particolare la semplicità di quel mondo contadino povero e mite cantato anche da Pasolini e Davide Maria Turoldo.Sarà mai ricordato come si deve? Ai Padani di casa nostra suggerisco ,invece di rincorrere il mito del Dio Pò,ricordare questo grande cantore della cultura veneta.
“Parole umane vere
potrebbero dare ordini,alle cose,
chiedere ai deserti
acqua,grano,fiori;
muovere i paesi,alla grande Amicizia”.
Possiamo rivedere le sue opere nelle librerie?